Sono triste o depresso? La depressione maggiore e i suoi sintomi

Sono triste o depresso? La depressione maggiore e i suoi sintomi

Infelicità, tristezza, depressione… sono tutti termini che vengono spesso usati in modo intercambiabile per descrivere un periodo nero, una giornata no, la fine di un rapporto, una settimana difficile a lavoro.

Ma è corretto parlare di depressione in questi casi? Cos’è, davvero, la depressione? Quali sono i suoi sintomi?

Innanzitutto diciamo che si sono diversi tipi di depressione e che la diagnosi è un momento estremamente delicato, che deve aiutare il professionista a capire come inquadrare il vissuto della persona in termini più ampi. Ci troviamo di fronte a un episodio depressivo? A una depressione maggiore? A una depressione post partum? Oppure magari la depressione non è che una parte del problema, che presto lascerà spazio a un’accelerazione in direzione opposta, verso l’euforia, la logorrea e un aumento della velocità del pensiero?

Ecco, tutti questi elementi vanno attentamente valutati per poter impostare un piano di trattamento efficace.

In questo articolo ci soffermiamo su una delle forme più diffuse di depressione: la depressione maggiore. Cercheremo inoltre di individuarne i sintomi principali.

La depressione maggiore

Siamo nell’ambito dei disturbi del tono dell’umore, ovvero di quei disturbi che implicano una alterazione consistente di ciò che conferisce la tonalità, il colorito affettivo a ciò che viviamo. Il tono dell’umore può variare da una condizione di benessere psichico, che si esprime con sentimenti di gioia ed euforia, a una condizione di tristezza, sofferenza ed afflizione. È normale che nel trascorrere del tempo si fluttui dall’uno all’altro stato in funzione di ciò che ci accade o che viviamo, ma chi davvero soffre di depressione non mostra questa flessibilità.

L’umore, nella depressione maggiore, è costantemente flesso verso il basso, indipendentemente dalle situazioni esterne e interferisce con la qualità della vita in generale, sulle attività del quotidiano e sulla libertà di scelta della persona.

La depressione maggiore: i sintomi

1. Assenza di speranza

Il mondo è vissuto e osservato come se si indossassero sempre gli stessi vecchi occhiali scuri, con i quali non è possibile apprezzare le sfumature di colori. La disperazione o il senso di impotenza sono i sintomi più comuni, accompagnati anche da senso di colpa, vergogna, disprezzo per sé o senso di inutilità. Le persone ripetono spesso e volentieri che è tutta colpa loro, che nulla ha senso e che sono prive di valore.

Foto di Marta Santangelo – Vietata la riproduzione

2. Perdita di interesse

Ciò che prima ti dava piacere e ti faceva godere della vita, oggi sembra privo di qualsiasi interesse. Anche il sesso potrebbe non sembrare appetibile e, non così di rado, si potrebbero presentare episodi di impotenza. La perdita di piacere ed interesse per il mondo esterno è chiaramente anche rivolta a sé stessi: ne possono risentire quindi l’igiene e la cura della persona, così come la cura dei figli, dei familiari o degli animali da compagnia.

3. Mancanza di energie

L’affaticamento e la stanchezza perenne, in effetti, vanno di pari passo con la mancanza di stimoli e di interesse per le attività. Chi di noi vorrebbe andare a una festa o a giocare a calcetto o a cena fuori con gli amici quando ciascuna di queste attività sembra un macigno da caricarsi sulle spalle e portare in cima a una montagna con 40 gradi all’ombra? Ciò porta spesso a un graduale e consistente ritiro dalla socialità e non fa che peggiorare le cose, poiché meno cose fai, meno energie e voglia avrai dopo, in un circolo vizioso che faticherai a spezzare.

4. Variazioni significative nel sonno

Chi soffre di depressione spesso rileva problemi col sonno. Può trattarsi di un bisogno maggiore di dormire, anche 9 o 10 ore a notte – ipersonnia – così come di una difficoltà ad addormentarsi – insonnia – o di frequenti risvegli notturni in cui rimani a guardare il soffitto e a rigirarti nel letto senza riuscire a riprendere sonno.

5. Variazioni significative dell’appetito e del peso

L’insorgenza della depressione si accompagna spesso ad inappetenza, che porta con sé una consistente perdita di peso (chiaramente non volontaria, quindi non legata ad una dieta!) o, viceversa, ad un aumento dell’assunzione di cibo, con un conseguente aumento ponderale. È abbastanza lecito pensare che questa variabilità sia dovuta alla funzione che per ognuno di noi il cibo svolge in relazione ai nostri stati affettivi. Ci sono persone che mangiano per colmare stati di dolore o di tristezza ed altre che nelle stesse condizioni perdono l’appetito e l’interesse per il cibo. Il cibo per alcuni di noi è fonte di calore, di nutrimento emotivo oltre che fisiologico, per altri è solo fonte i sostentamento ed è privo di qualsivoglia valore ulteriore. Questi ed altri fattori credo siano alla base di un aumentata assunzione di cibo o, viceversa, ad un suo evitamento.

6. Ansia e irritabilità

Sebbene non ci sia un rapporto di causalità diretta tra depressione e ansia, le due cose vanno spesso a braccetto. Le persone sperimentano, cioè, tutti i suoi sintomi tipici, quali palpitazioni, difficoltà a respirare, sudorazione, sensazione di pericolo o di terrore, difficoltà di concentrazione, spasmi muscolari o tremori, ecc.A ciò si accompagna anche una maggiore difficoltà a gestire le emozioni, una sorta di altalena emotiva per cui un minuto prima sei tranquillo, quello dopo scoppi a piangere a dirotto oppure hai scatti d’ira importanti. In questo, nella mia esperienza, c’è una certa variabilità tra uomini e donne: gli uomini virano più facilmente sul versante dell’espressione forte della rabbia verso l’esterno, le donne la dirigono più facilmente contro di sé.

7. Difficoltà nella sfera cognitiva

È frequente che chi soffre di depressione sperimenti difficoltà di concentrazione, di ragionamento e di memoria. È altresì frequente che si riscontri una diminuita capacità di prendere decisioni, come se il pensiero “girasse a vuoto” e non si riuscisse a concretizzare in un orientamento preciso.

8. Ruminazione del pensiero

Altro elemento strettamente correlato alla sfera cognitiva è la ruminazione che contraddistingue il pensiero. Così come suggerisce il termine stesso a proposito della masticazione tipica degli erbivori, che masticano, masticano, masticano… ecco, quando si rumina facciamo esattamente questo con i nostri pensieri! Tipicamente sono pensieri negativi nei quali la persona si ingabbia, disperdendo tempo ed energie inutilmente. Questi cicli di pensiero ripetitivo non solo si concentrano sugli aspetti negativi, ma evitano di soffermarsi sugli aspetti positivi.

9. Pensieri di morte e tentativi di suicidio

Altro elemento strettamente correlato alla sfera cognitiva è la ruminazione che contraddistingue il pensiero. Così come suggerisce il termine stesso a proposito della masticazione tipica degli erbivori, che masticano, masticano, masticano… ecco, quando si rumina facciamo esattamente questo con i nostri pensieri! Tipicamente sono pensieri negativi nei quali la persona si ingabbia, disperdendo tempo ed energie inutilmente. Questi cicli di pensiero ripetitivo non solo si concentrano sugli aspetti negativi, ma evitano di soffermarsi sugli aspetti positivi.

10. Uso di alcol e droghe

Quando una persona è depressa, è frequente che si rivolga all’alcol o a sostanze di abuso. Esse vengono usate come forma di auto-cura, nella ingenua convinzione che aiutino a sopportare i vissuti di inadeguatezza, bassa autostima e disperazione tipici del disturbo. In realtà, l’uso di sostanze porta con sé il tipico effetto di down a distanza di poche ore dall’assunzione – contribuendo a creare un circolo vizioso che peggiora di gran lunga il decorso depressivo – e correla positivamente anche con un aumento del rischio di suicidio.

Se sono presenti diversi di questi sintomi quasi tutti i giorni per un periodo di almeno 2 settimane, se l’umore non è influenzato dalle cose belle che ti accadono e non ti senti più libero di scegliere per la tua vita, è possibile che stia attraversando una depressione.

Depressione, tristezza, dolore: quali le differenze?

Alla luce di quanto detto sinora, vale forse la pena tornare indietro alla domanda iniziale e tracciare le opportune distinzioni tra vissuti del quotidiano quali dolore e tristezza e la depressione. 

La sofferenza fa parte della vita ed è normale reagire ad un lutto, alla malattia di una persona cara, ad un grosso cambiamento di vita con sentimenti di tristezza o di dolore.

Sono sicura che almeno una volta nella vita, a fronte di una separazione o di una perdita, ti sei descritto/a come “depresso”. Ma effettivamente, sono sovrapponibili?

Dolore e depressione hanno in comune un vissuto di tristezza e potenzialmente anche una forma di ritiro sociale o di anedonia (mancanza di piacere nel fare le cose). Ma hanno anche delle profonde differenze:

  1. Il dolore va e viene ad ondate cicliche e spesso è intervallato da ricordi e pensieri positivi su ciò (o colui) che abbiamo perso. Nella depressione maggiore invece l’umore o la mancanza di piacere sono presenti quasi sempre e per lungo tempo. 
  2. Quando siamo addolorati o tristi manteniamo un’autostima adeguata. Nella depressione invece sono presenti sentimenti di inutilità, vergogna, colpa e disprezzo verso sé stessi.
  3. Generalmente si attraversa il dolore mantenendo saldo il proprio istinto di vita. Possono esserci fantasie di morte legate al desiderio di ricongiungersi ad una persona cara, ad esempio, ma sono tendenzialmente fantasie. Nella depressione maggiore sono invece piuttosto frequenti pensieri che mettono in pericolo la propria vita, legati al non sentirsi degni, meritevoli o semplicemente in grado di affrontare il dolore che la depressione stessa causa.

I dati sulla depressione maggiore indicano che questo disturbo colpisce circa il 6% della popolazione senza differenze di età o background socio-economico. Tuttavia, solo il 50% riceve un trattamento corretto e tempestivo. Vanno distinte forme acute ed episodiche da forme meno intense ma croniche. Esiste un alto rischio di ricaduta, maggiore in coloro che hanno avuto più di tre episodi di depressione maggiore. 

Da molti definito come “il male del secolo”, si stima che nel giro di poco più di un decennio la depressione sarà la malattia più diffusa al mondo. 

L’intervento precoce è importante! Prenditi cura di te.

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